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LA PARROCCHIA





RIAPERTA LA CHIESA DEL SS. ROSARIO
(Francesco Trapasso)
Alle parole sono seguiti i fatti. In un ormai raro caso in cui le promesse sono state mantenute, domenica 30 marzo 2008, la chiesa del SS. Rosario è stata riaperta al pubblico per la prima volta dopo il terremoto. E’ stata quindi mantenuta fede ad un promessa e all’annuncio di un mesetto e mezzo fa fatto dal parroco P. Gianluca in merito alla questione.
Nel giorno di pasquetta le inclementi condizioni meteo hanno costretto il comitato a rimandare i festeggiamenti di una settimana, ma nella domenica successiva il tempo non ha riservato sorprese. In un’assolata e mite atmosfera, alle ore 18.00, è partita la processione, dalla chiesetta di Santa Maria Castro Forini in Martignano, con la quale si sono portate le immagini della Madonna del Rosario e di San Vincenzo per le strade principali del paese. Il corteo, molto affollato, sicuramente anche in relazione all’evento, è giunto nella chiesa del SS. Rosario verso le 19.00 dove, tra gli applausi, le due figure dei santi sono ritornate, dopo ventott’anni, ad occupare i loro posti. A seguire, è stata celebrata una santa messa, presieduta dal Vicario Episcopale don Sergio Melillo, concelebrata dallo stesso Padre Gianluca e da Padre Leone Russo, tornato momentaneamente a Forino dalla sua missione in Brasile. Palpabile l’emozione dei fedeli, soprattutto dei più anziani, i quali forse avevano perso la speranza di ritornare in quella chiesa a loro tanto cara.
Ma, così come sottolineato da P. Gianluca e da don Sergio Melillo, il quale ci ha particolarmente tenuto ad essere presente all’avvenimento, gli sforzi continuano per far sì che la chiesa riacquisti tutto ciò con cui era precedentemente adornata, come le preziose tele settecentesche del De Mita e del Vegliante, stipate in depositi della Sovrintendenza.
RIAPRE LA CHIESA DEL SS. ROSARIO
Francesco Trapasso
Le celebrazioni nella chiesa del SS. Rosario non sono più un’utopia; i lavori di restauro, infatti, sono ad un punto di svolta, tanto da far presupporre una sua riapertura in tempi brevissimi. La chiesa del SS. Rosario, ubicata all’ingresso del “corpo di Forino”, è una chiesa certamente antica, presumibilmente antecedente al secolo XVIII. Nel notamento dei Luoghi Pii Laicali, disposto da Ferdinando IV nell’anno 1783, viene indicata “Chiesa del Murato di Forino sotto il titolo del SS. Rosario di natura laicale”. La facciata è del tipo a capanna con, al centro, un semplice portale in pietra con arco a sesto ribassato che presenta in chiave uno stemma a rilievo, presumibilmente quello comunale stilizzato, o meglio, come veniva rappresentato all’epoca. Ai lati sono presenti coppie di lesene bugnate e, sopra il portale, un finestrone centrale con un piccolo occhio nel frontone terminale. E’ una costruzione a navata unica con fregi di stucco lavorato e con un altare e balaustra in marmo di pregiata lavorazione. Una volta vi si conservavano tele settecentesche di Vincenzo De Mita e del Vegliante: Gennaro Vespucci, nella sua storia di Forino, racconta che vi erano altari laterali con tre dipinti su tela ed un dipinto su legno. Il dipinto in legno, a sinistra della navata, era certamente il più prezioso, rappresentava la “Madonna del Carmine” ed era da attribuirsi al pennello del Vegliante; sulla destra della navata vi era una tela raffigurante la “Incoronazione della Vergine”. Il quadro, risalente all’incirca al 1750, era arricchito di figure nobili dell’epoca e poteva anch’esso attribuirsi al Vegliante. Sempre sulla destra vi era un’altra tela raffigurante la “Madonna Addolorata con Crocefisso”; questa tela poteva attribuirsi al De Mita perché conteneva tante linee simili ai quadri del De Mita, che si conservano ancora oggi nella Chiesa di Santo Stefano. Così come una tela raffigurante “S. Antonio di Padova”.
Nell’anno 1882, venne abbattuto il vecchio campanile, che vi si trovava annesso, ed il Comune, su concessione della chiesa che ne era proprietaria e su progetto dell’architetto Girolamo Iacuzio, fece costruire la Torre Civica sulla base del vecchio campanile. La chiesa ne conservava il diritto di suonare le campane.
Il terribile sisma che colpì l’irpinia nel 1980, rese inagibile la struttura: nel tentativo di salvare il salvabile, la Soprintendenza ai Beni Culturali ha posto nei sui archivi gran parte delle preziose tele conservate nella chiesa e, per 28 anni, non vi si sono potute officiare celebrazioni di alcuna sorta. Fu quindi interrotta anche la tradizione che vedeva, nel lunedì dopo Pasqua, l’immagine della Beata Vergine Maria del Rosario partire in processione dalla propria chiesa, verso quella di Santa Maria Castro Forini in località Martignano. Da allora, infatti, la cerimonia è partita dalla chiesa di Santo Stefano.
Oggi questo interminabile periodo di tempo sembra essere terminato e già nel periodo pasquale la chiesa del SS. Rosario si potrebbe riaprire al culto. Anzi, a detta del parroco Padre Gianluca, se la ditta avrà consegnato i lavori e quindi reso accessibile il luogo di culto, già il prossimo Lunedì in Albis, ovvero il 24 marzo, nel rientrare dalla processione con le immagini della Beata Vergine Maria del Rosario e San Vincenzo dalla tradizionale scampagnata a Martignano, queste ultime, invece di essere riportate nella Chiesa di Santo Stefano, dover per anni sono state custodite, ritorneranno nella loro chiesa di appartenenza, con eventuale celebrazione eucaristica.